Sul terreno sul quale sorge l’affascinante Alchymist Grand Hotel & Spa,  palazzo denominato Dům u Ježíška (Gesù Bambino), si trovavano degli antichi giardini urbani. Nelle ultime decadi del secolo  XVI questi terreni si trovavano sotto la responsabilità  dell’importante architetto Oldřich Avostalis che li scelse per una nuova urbanizzazione.    

Su  desiderio dei rappresentanti degli abitanti di Mala Strana ci progettò due nuove vie, la odierna  via Břetislavova e via Vlašská, con l’edificazione di diciotto nuove case. Verso la fine della sua vita, negli anni  1592 - 1593 gestì anche la completa ricostruzione del vicino Convento di Sant’Agostino della Chiesa di San Tommaso a Mala Strana.  Quando il 10 maggio 1597 morì, vi fu sepolto.

La parte più antica della Dům u Ježíška è la parte posteriore della costruzione, nella parte adiacente al cortile, costruito intorno al 1591. Si ritiene che le fondamenta e la parte inferiore di questo antico edificio possano essere costituite dai resti della più antica fortezza della dinastia Premislide di Mala Strana, che risale al 1257.

Tra le finestre del secondo piano di questa parte dell’edificio, che è stata successivamente ristrutturata in stile barocco, si può vedere un rilievo policromo, perfettamente conservato e restaurato della Vergine Maria di Loreto. Alcune fonti letterarie specificano che l’autore dell’opera è il rinomato scultore e pittore Ludvík Kol.

 

La prima menzione scritta ed altre informazioni sul palazzo denominato Dům u Ježíška risalgono al 1548. L’aspetto dell’edificio in quell’epoca doveva essere del tutto diverso e la pianta dell’edificio era molto più modesta. Il proprietario dell’edificio fu il nobile Ruprecht Haugvic di Haugvice, il quale, essendo appesantito da debiti ed altre sfavorevoli circostanze, fu costretto a vendere la quest’edificio a Jiřík  Zejdlic di Šenfeld. I suoi tre nipoti,  Enrico, Giorgio e Ladislao poi vendettero l’edificio al comune di Mala Strana, che contestualmente acquistò anche l’adiacente edificio Dům U Zlaté váhy (Alla bilancia d’oro), edificio n. 364. Dal punto di vista del comune di Mala Strana questa fu considerata una decisione importante, che avrebbe promosso il futuro sviluppo di questa parte della città.   

 

Nel 1596 l’edificio fu comprato da Kašpar Bytessky per poi essere venduto un anno dopo al consulente imperiale Kryštof  Fictum di Fictum. Altri cambiamenti di proprietà di quest’edificio arrivarono nel 1606, quando l’edificio fu comprato dal costruttore Horacio Fontain de Brussat. Il medesimo dedicò l’edificio nel 1636 al proprio nipote Rajchart de Bois, un sarto di origini francesi che diventò cittadino di Mala Strana.  Rajchart de Bois poi denominò l’edificio “Alla Città di Parigi”. Il motivo era semplice, voleva far risaltare le proprie origini francesi. Nel 1685 l’edificio diventò proprietà di Petr Fink di Finkental. Durante il periodo in cui l’edificio fu di sua proprietà e dopo la sua morte, quando  diventò di proprietà della sua moglie Rosalia, fu realizzata una accurata ricostruzione in stile barocco e in questo modo guadagnò l’aspetto odierno.

 

L’edificio frontale dell’odierno Grand Hotel Alchymist si trova alla sommità della via Tržiště e si rese celebre anche per il fatto, che qui ci visse un giovane František Palacký, appena trasferitosi a Praga negli anni 1823 – 1825. Nell’Ottocento fu appeso dal balcone sulla facciata della casa un quadro del Gesù Bambino di Praga ed i cittadini di Mala Strana  cominciarono a chiamare la casa  “U Ježíška “.  Questa denominazione si diffuse velocemente, diventò popolare e si è conservata fino ad oggi. La denominazione dell’edificio fu rafforzata anche dal fatto, che una statuetta di cera del Gesù Bambino di Praga è collocata sull’altare nel  vicino Convento dei Carmelitani della Vergine Maria Vittoriosa. Nell’anno 1988 è iniziato, dopo la necessaria pianificazione, un vasto rinnovamento di questa parte del quartiere, sopratutto delle vie  Nerudova, Tržiště e Vlašská, che vengono chiamate comunemente Jánský u Vršek.

 

Il palazzo U Ježíška è comunque legato ad altre leggende più o meno piacevoli. Una di esse per esempio dice, che in questi luoghi si trovò un tempo anche un convento femminile, nel quale una delle suore profanò gravemente l’ordine del convento. Nonostante la leggenda non specifichi più dettagliatamente i fatti, possiamo soltanto intuire una violazione dell’obbligo del nubilato, poiché la conseguente pena fu quella che veniva solitamente inflitta per le violazioni di questo genere. Fu murata viva. La leggenda dice anche che il suo spirito da allora si aggira per il palazzo ed appare sempre verso la mezzanotte. La leggenda offre anche una soluzione;  lo spirito della suora potrà essere liberato se la casa costruita sul luogo dell’ex convento verrà demolita ed i resti umani della suora seppelliti con dignità. 

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